Va sempre più di moda una nuova teoria che collegherebbe l’autismo all’alimentazione: tale teoria prevede una dieta priva di glutine e lattosio per i bambini diagnosticati con il disturbo generalizzato dello sviluppo.
 
Un passo indietro: cos’è l’autismo?
 
 
 
 
 
 
Autismo, anche detto disturbo generalizzato dello sviluppo, è una sindrome con esordio assai precoce e dallo spettro vastissimo, tanche che ancora oggi non si riesce a  correlare tale disturbo con una singola causa e le diagnosi sono in aumento.
I manuali DSM IV e ICD 10, ovvero i manuali riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che descrivono le malattie e i disturbi conosciuti, sintetizzano in questo modo l’autismo
 
i
 
Molti sono i centri in tutto il mondo dove l’autismo viene studiato e dove si offre un supporto alle persone (e in particolare ai bambini) affette da tale disturbo. 
E molti in tutto il mondo sono i centri che riconoscono l’innovativa dieta come un aiuto valido a controllare i sintomi e le sindromi associati all’autismo.
In Italia il centro ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), oltre al supporto abilitativo e riabilitativo classico che porta i bambini e le famiglie ad affrontare al meglio il disturbo e a migliorarne alcuni aspetti al fine di migliorare lo stile di vita di bambini e genitori (avendo sempre come ottica di riferimento obiettivi a lungo termine, concentrandosi non solo sul qui e ora, ma pensando al bambino autistico come futuro adulto nel mondo), consiglia il metodo denominato DAN! (Defeat Autism Now). 
Tale metodo che, ricordiamo, prevede una rigida dieta priva di glutine e lattosio, non ha valore scientifico e si basa sull’assunto che il disturbo generalizzato dello sviluppo veda la sua origine in un’intossicazione provocata da vari elementi (quali i metalli pesanti delle otturazioni, il mercurio dei vaccini, fonti di “avvelenamento”)
ma anche da tossine provocate da infezioni croniche – ad esempio a livello intestinale – e poco evidenti, che inciderebbero però negativamente sul funzionamento dell’organismo. Alla luce di tutto ciò il metodo Dan! ha individuato diete specialistiche, integrate con nutrienti e antiossidanti in concentrazioni farmacologiche e protocolli di trattamento per le patologie gastro-intestinali eneuro-endocrine.
 
In Italia c’è che lo ama e lo consiglia (come l’ANGSA) e chi lo detesta e lo aborra (come l’Associazione Autismo Italia). 
Non volendo schierarmi e preferendo stare nel mezzo, mi pongo un solo dubbio: che faccia leva sulla fragilità di genitori che, impreparati, devono aiutare il loro bambino? 
 
Dott.ssa Anna Surace