Orchidea che sembra una ballerina

 

Se si pongono a confronto l’uomo e il vegetale, si nota come l’uomo sia la proiezione speculare rovesciata dell’altro: al capo dell’uomo corrisponde la radice della pianta, sono le due parti più dure degli organismi a cui appartengono e le più mineralizzate.

Mentre la radice percepisce la qualità del terreno, l’uomo stabilisce un contatto con l’ambiente attraverso i sensi, che risiedono nel capo.

La parte mediana, corrispondente alle foglie e al fusto, si può trasporre nell’uomo con la regione toracica: entrambe provvedono alla respirazione e alla circolazione (della clorofilla uno, del sangue l’altra).

Infine al fiore corrispondono gli organi riproduttivi dell’uomo

Detto ciò approfondiamo nel regno vegetale l'importanza della respirazione.

La respirazione nella frutta 

Una importante caratteristica della frutta è quella di continuare, dopo la raccolta, una certa attività vitale.

Alcuni tipi di frutti continuano a respirare con produzione di etilene, un ormone vegetale che induce la maturazione, altri no. L’etilene è ciò che fa aumentare la respirazione della pianta, e la maggiore respirazione accelera il processo di maturazione. L’etilene è prodotto dalla pianta stessa quando il frutto giunge a maturazione: l'ormone fa staccare il frutto (o le foglie) dalla pianta attraverso quel processo chiamato abscissione durante il quale viene bloccata la secrezione dell'ormone antagonista dell'etilene (auxina) e aumenta appunto la sintesi di etilene. A quel punto il frutto (o la foglia) cambia colore e si stacca dalla pianta.

Non tutti i frutti producono etilene in grandi quantità. Quelli che lo fanno vengono chiamati climaterici (maturano cioè anche dopo essere stati separati dalla pianta), gli altri sono non climaterici.

Esempi di frutti climaterici sono mele, pere, banane, fichi e frutti esotici come kiwi, mango, papaya. I vegetali che invece respirano molto lentamente, e vanno tenuti lontani dal frigorifero sono patate, peperoni, zucca, cetrioli, cipolle, melanzane

L'etilene è anche prodotto in seguito a uno stress subito dalla pianta. Ad esempio le "ferite" dei fichi favoriscono la maturazione del frutto proprio perché da lì viene liberato etilene.

Oppure basti pensare a quando un frutto cade a terra. La parte ammaccata si fa rapidamente molle e nera, al punto che se non mangiato in tempo, il frutto marcisce. Se quel frutto viene riposto accanto ad altri, anche quelli a contatto accelereranno il processo di maturazione, fino a marcire nel peggiore dei casi. È il classico esempio delle mele, da cui il detto “mela marcia”.

Alcuni tipi di frutta, come le mele ad esempio, si trovano in commercio tutto l'anno, grazie ai metodi di conservazione utilizzati dall'industria alimentare.

La refrigerazione è uno dei metodi più diffusi di conservazione della frutta e viene effettuata in celle frigorifere in particolari condizioni di umidità, temperatura e ventilazione.

I frutti vengono preventivamente trattati, nel momento immediatamente successivo alla raccolta, con una soluzione acquosa di etossichina che può in alcuni casi essere arricchita di cloruro di calcio, oppure con anidride carbonica.

Questa tecnica è spesso accompagnata dal gas-storage, e si chiama allora refrigerazione in atmosfera controllata, che consiste nel condizionamento gassoso dell'atmosfera della cella frigorifera. Questa tecnica si effettua aumentando l'anidride carbonica e riducendo il tasso di ossigeno, così da rallentare la respirazione.

Vediamo ora le caratteristiche e la simbologia legata ad alcuni frutti

Albicocca

Il succo fresco dell'albicocca è un eccellente tonico per la pelle del viso.

La mandorla contenuta nel nocciolo, oleaginosa, è commestibile solo quando e dolce; di solito è invece amara: contiene, in tal caso, una sostanza che genera acido cianidrico, un potente veleno.

Le albicocche, dal tipico profumo intenso e dal colore che varia dal giallo al rosa al rosso acceso, quando sono mature, sono state paragonate a una guancia femminile.

 

Arancia

I fiori bianchi dell'arancio, detti in Sicilia zagare, sono diventati simbolo, nelle nozze, della verginità della sposa.

Una leggenda spiega l'origine di questa usanza: un giorno una giovane vergine che doveva sposarsi e non possedeva nessun gioiello vide crescere miracolosamente nel suo giardino una pianta dai piccoli fiori bianchi, carnosi e profumati; se ne adornò il capo, sicché da quel giorno le zagare diventarono simbolo della verginità.

I fiori d'arancio hanno proprietà lenitive nelle sindromi ansioso-depressive e nelle nervosi isteriche e fobiche, inoltre sono un ottimo sedativo, utile anche nella cura dell'insonnia.

Le foglie, invece, posseggono un'azione ipnotica e facilitano la digestione.

 

Ciliegia

In Giappone il fragile ciliegio simboleggia con i suoi effimeri fiori anche l'Impermanenza della vita, mentre la ciliegia rossa allude al samurai pronto a sacrificarsi.

Lo si considerava anticamente anche un albero capace di guarire dalle malattie.

Nel Medio Evo, se un ragazzo soffriva di ernia, lo si faceva passare in mezzo ad un giovane ciliegio tagliato a metà longitudinalmente.

Poi si ricongiungeva l'arboscello e lo si copriva con letame bovino in modo da favorire la "saldatura" dei due tronconi: quanto più facilmente si fosse saldato e cicatrizzato, tanto più celermente sarebbe guarita l'ernia.

Invece in Germania e in Danimarca si suole dire che i demoni usano spesso i vecchi ciliegi come nascondiglio provocando malattie e disgrazie a chi vi si avvicina. Nella tradizione inglese sognare dei ciliegi è un presagio di sfortuna.

In Italia si venera "il Santo delle ciliegie", Gerardo Tintore, patrono di Monza.

Limone

Il limone, come l'arancia, divenne un frutto usato in magia, sia in quella bianca che in quella nera.

 

Pesca

In Cina il pesco è considerato l'albero dell'immortalità, simile per tanti aspetti all'Albero della vita del Paradiso Terrestre.

Questo simbolismo si è trasmesso anche in Giappone, dove il pesco è venerato come protettore contro le forze malefiche.

In Egitto, vista la forma delle sue foglie aguzze e affusolate, simili a una lingua, ha ispirato il simbolo del Silenzio.

In Europa, invece, il pesco non ha assunto nessun significato simbolico, anche se in Sicilia si pensava che avesse poteri benefici; infatti si sosteneva che mangiare una pesca nella notte di S. Giovanni o dell'Ascensione facesse passare il gozzo.

In Lomellina si nascondevano le foglie di pesco sotto terra e quando queste erano marcite si applicavano alle verruche delle mani per eliminarle.

Pera

Nel Settecento le pere divennero anche dolci "da passeggio".

Per le vie un ambulante con un calderone, chiamato peracottaro, le vendeva cotte, ricoperte di caramello e infilzate su un bastoncino per poterle mangiare per la strada.

Alle pere sono dedicati anche alcuni detti e proverbi: "Quando la pera è matura casca da sé" e "Una pera fradicia ne guasta un monte", che simbolicamente allude alla facilità con cui si trasmettono vizi e corruzioni nella società.

Il più famoso infine: "Al contadino non far sapere quant'è buono il cacio con le pere"

Paracelso, geniale figura di medico del 1500, portò avanti questa fondamentale concezione ermetica, secondo cui l'uomo è specchio e immagine fedele dell'universo: "L'uomo è un mondo che contiene il cielo e la terra, l'aria e l'acqua e tutti i vari principi che costituiscono il regno minerale. quello vegetale e quello animale, e il più alto agisce sul più basso".

 

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