Nella nostra vita, siamo alla continua ricerca della perfezione, anche se molte volte non ce ne accorgiamo neanche, siamo anche alla ricerca della felicità, della gioia. Tutto questo si può averlo solo se lavoriamo sull'accettazione, propria e delle altre persone. Secondo me il termine "Accettazione" è sempre stata una specie di livello interiore avanzato. Infatti, quando succede un fatto non gradito, una cosa imprevedibile, e che non possiamo controllare, che ci ferisce, ci fa provare dolore spirituale, possono sorgere alcuni dilemmi, ad esempio se accettiamo questo fatto, oppure preferiamo negare al nostro "IO" interiore quello accaduto.

Con la negazione ci auto-costringiamo a convincerci di riuscire a non provare dolore interiore. La nostra mentalità è sopraffatta dal dolore, non riusciamo a ragionare o non vogliamo ragionare. In questi casi per superare questa forma abbastanza strana di shok, bisogna riuscire ad accettare che questo fatto è accaduto, ammetterlo, non negarlo. Per raggiungere un equilibrio spirituale, cioè stare bene con sé stessi, bisogna accettarsi per quel che si è, accettare come siamo fatti, difetti e pregi, soprattutto i difetti, perché anche qui, per migliorarsi, appunto per elevarsi, bisogna accettare i nostri difetti e cercare di migliorarsi. Non bisogna però pensare di stravolgere il nostro "IO", perché migliorarsi non vuol dire non accettarsi, vuol dire semplicemente comprendere come siamo fatti e accettarsi, fisicamente, mentalmente, interiormente, spiritualmente ecc......

Anche se non sempre è facile. Ognuno ha i propri limiti, bisogna riconoscere i nostri limiti, una frase giusta sarebbe "Accetta i tuoi limiti, e superali", bisogna sempre rendersi conto di come li superiamo, ovvero se bene, oppure male.

Dopo l'accettazione personale, c'è un'altro tipo di accettazione, quella verso gli altri. Non ci si può sognare nemmeno lontanamente di arrivare all'accettazione di un'altra persona se non siamo riusciti ad accettare noi stessi. Comunque bisogna, per un'esistenza felice, accettare i pregi e i difetti degli altri. Bisogna riconoscere i difetti degli altri ed essere tanto gentili da non sbatterglieli in faccia come una lista della spesa col titolo "Migliora queste cose di te!", un amico si riconosce proprio nella fase di accettazione, perchè non critica tutto, perchè dà sostegno morale, perchè sà consolare, perchè in ogni situazione puoi contare su di lei (o lui). Per una buona amicizia bisogna conoscersi abbastanza da sapere con certezza che ci si può fidare gli uni degli altri. L'ultima cosa che vi dico è che è sempre meglio guardare la trave nel nostro occhio piuttosto che la pagliuzza nell'occhio dell'amico e non si può giudicare un libro dalla copertina! Saranno pure frasi dette e ridette, consumate da quanto sono state citate, ma restano sempre col loro profondo e meraviglioso significato. Ora vi dico una frase mia, coniata dalla mia mente " Un amico c'è sempre, ma per l'amico noi, ci siamo sempre?" ragionate sul significato di questa frase e pensate a che cosa vuol dire per VOI questa frase! Perchè la VOSTRA opinione è, e sarà sempre, la più importante!

 

Vi saluto, cordialmente.

 

Un articolo di Giulia Comerio, 12 anni

P.S.

questa era la mia opinione, importante per me, quasi insignificante per voi! E ricordate: SIATE SEMPRE VOI STESSI! è questa la frase più importante da ricordare in ogni momento della nostra vita!