In occasione del Santo Natale ogni anno c’è la consuetudine per i bambini, a partire dalla scuola materna, di scrivere la letterina a Babbo Natale. Letterina che viene adagiata in un punto della casa o appesa nei cartelloni della scuola (se viene scritta anche qui) in attesa di essere letta da lui: Babbo Natale.

Nelle classiche letterine di Babbo Natale spesso figura una lista di giochi e giocattoli di ogni serie e dimensione. Anche Paperino in un cartone animato della Walt Disney scrive la lettera e produce una sorta di papiro chilometrico.

Il desiderio di giocare e di divertirsi sono tali che i bambini, se potessero, trasferirebbero il paese dei giocattoli a casa loro.
In verità nel cuore dei bambini si nascondono tanti altri bisogni e desideri. Ed a dirlo non sono io ma loro stessi, basta dar loro la possibilità e lo spazio di esprimersi in merito. Vedrete che pur non disdegnando i giocattoli, pongono grande attenzione e speranza per il futuro sociale e per il bene dei propri cari.

Una gentile maestra di una scuola elementare con cui collaboro, mi ha permesso di leggere alcuni temi di bambini di classe quarta (9 anni) il cui titolo era:

“Scrivi una lettera a Babbo Natale o a Gesù Bambino per raccontargli la tua vita e chiedergli quello che desideri per te, per i tuoi cari, i tuoi amici o altre persone in occasione del Santo Natale”.

La loro risposta è stata toccante. Infatti non hanno solamente chiesto regali materiali ma anche e soprattutto aiuto per un miglioramento delle condizioni di vita sociale, familiare e affettiva, per sé e per le persone cui vogliono bene.
I bambini, purtroppo sempre più prepotentemente,  vengono visti dalle agenzie pubblicitarie (e non solo) come fonte di guadagno; molta pubblicità nelle fasce pomeridiane dedicate ai bambini, o in occasione del Natale , fa leva sul senso dell’avere. I nostri giovani sono bombardati da un fiume di stimoli materiali e di falsi segnali sociali (se non hai la tal cosa non va bene, o comunque non sei in un certo modo).
Un business che grava sui bambini, esponendoli ad un analfabetismo emotivo: prediligere l’avere e non stimolare in nessun modo l’essere!!  E non temo certo di esagerare.

Galimberti (2007) in riferimento all’analfabetismo emozionale e ad una diffusa svalutazione nella cura delle relazioni interpersonali e sociali afferma:
“il disagio psicologico non è riconducibile a problemi psicologici dei singoli individui. Piuttosto le persone sono vittime di una diffusa mancanza di progetti e di prospettive se non addirittura di sensi e di legami affettivi per cui il disagio non si configura come esistenziale, ma come disagio culturale”.

I bambini vanno aiutati ad esprimersi emotivamente senza lasciare che si sentano sbagliati o peccatori per quello che provano.

Un bambino in occasione del tema implora più volte Gesù Bambino di liberarlo dai peccati. Scrive:
“A te Gesù Bambino non riesco a non dire no, la mia vita e tipo come gli altri solo che dentro di me sento molti peccati e dopo un poco che li ho non riesco a resistere ed è per questo che ti ho chiesto di togliermi tutti i peccati”.

Sicuramente questo bambino non sa dare un nome (se non sentirsi un peccatore) ad emozioni legittime che prova in occasione di determinati eventi. Rabbia, invidia, gelosia, fastidio spesso sono demonizzate. In realtà va capito il perché si provano, orientandoci verso la direzione per evitare di provarle nuovamente in modo incontrollato e disarmato. Insomma, sono degli indicatori e come tali vanno ascoltate, non evitate o allontanate o peggio ancora, represse.
I bambini vanno stimolati e incoraggiati a conoscere il proprio sentire, come reagisce il proprio corpo alle varie situazioni, ma soprattutto a credere nel proprio potenziale cognitivo.
Stimolare i bambini ad esprimersi in tal senso li si aiuta ad essere responsabili di sé, alimentando la coscienza civica.

Riporto estratti di frasi scritte dai bambini nel tema:
 
Spero che nelle vacanze ci sia del divertimento con tante mangiate
Uffa, c’è una cosa che non va bene in questo mondo. Spero che finiscano tutte questa guerre e che tutto il mondo si metta d’accordo.
Spero che nel mondo non ci siano poveri, tutti normali (i ricchi cattivi diventano poveri)
Vorrei che mia madre si rilassi e abbia meno dolori, molto meno.
Vorrei che i miei genitori non litigassero, che mia sorella diventi più buona, che mio padre abbia una buona salute, che la nostra famiglia abbia più soldi (ne abbiamo veramente pochi), che mia sorella quando dovrà cercare lavoro lo trovi subito e a buona paga, che tutti stiano bene.
Mia sorella mi ha detto che per regalo vorrebbe che io stia bene per tutta la vita.
Io vorrei aiutare i poveri e gli ammalati
Auguro amore e sincerità per quelli che conosco.
Per i miei cari amore tra me e tra di loro e per i miei amici con me l’assoluto divertimento,
vorrei che io fossi sempre felice con tutti e per la mia mamma e il mio papà gli auguro di smettere di fumare.
La mia vita è bella perché ho tutto e non mi manca niente: ho i genitori, un fratello, la nonna, lo zio tranne il nonno che è morto quando mia mamma aveva quattro anni……..penso sempre ai bambini poveri tipo mia mamma. I miei sono vissuti con i loro zii perchè la loro mamma doveva lavorare. È assurdo che io chieda un gioco, sono troppo grande per un bambolotto. Per favore Gesù Bambino vorrei al mondo un cagnolino. Lo so è troppo! Per favore.
Caro Gesù Bambino per i miei cari vorrei che stessero bene e che riescano a pagare le bollette del gas, della luce e della casa. Caro Gesù Bambino per i miei amici vorrei che stessero bene e che riescano a superare la scuola e arrivare almeno all’università.
Ti chiedo Gesù Bambino di togliermi tutti i peccati che sento dentro di me
Io desidererei per i miei cari l’affetto che ho per loro, per i miei amici di non litigare con loro.
Caro Gesù Bambino ti chiedo se potresti portare la pace nel mondo, che finiscano le guerre in ogni città, ogni continente, ogni stato. Che io possa scrivere meglio, di essere promosso e che i miei parenti mi vogliano bene.
Caro Babbo Natale quello che desidero è sapere andare in bicicletta vorrei che i miei nonni che sono morti resuscitassero perchè io gli voglio tanto bene…..Ho una domanda da farti ”Perché nel mio presepe è già nato Gesù Bambino visto che nasce la notte di natale?”


Il sentire dei bambini nel tema comunica una grande profondità emotiva, accennando a un modo di essere molto maturo e sensibile. Nelle loro espressioni si trova grande empatia e per questo dobbiamo lodarli ed incoraggiarli.
Secondo il Dalai Lama una delle esigenze importanti nel nostro tempo è quella di lavorare sulla “compassione” per tenere a bada soprattutto le emozioni distruttive e favorire una migliore convivenza.
Le emozioni vanno accolte e comprese. Se si impara a farlo si riesce a leggere con più accuratezza le situazioni vissute nel quotidiano senza farsi sopraffare da ondate di tensione emotiva, con inevitabili ripercussioni su Corpo, Anima e Mente.

I bambini accompagnati, guidati e resi liberi di esprimersi possono vivere l’esperienza più bella nella vita di un essere umano:
essere il direttore della propria orchestra emozionale.

Barbara Camilli