Che cos’è?
È l’organo di scambio tra la mamma e il bambino durante il periodo di gestazione. Essa trasposta al piccolo l’ossigeno e il nutrimento, allontana tutti gli elementi di scarto, e a partire dalla dodicesima settimana assicura la produzione degli ormoni per il buon proseguimento della gravidanza.

Dove si trova?
La placenta si colloca in genere nella parte superiore o centrale dell’utero, precisamente nel punto esatto dove lo zigote (la cellula che ha origine dall’unione tra lo spermatozoo e l’ovulo) si annida. Può capitare che la placenta sia collocata più in basso (detta “previa”) questo può essere un problema poiché rischia di ostacolare il passaggio del bambino attraverso il canale cervicale, rendendo difficile il parto vaginale.

Come è fatta?
Essa ha una forma tondeggiante e di consistenza spugnosa. La parte che da verso il feto è liscia e di colore bianco blu ed ha al suo centro innestato il cordone ombelicale, mentre il lato opposto ha un aspetto più irregolare e di colore rosso scuro. Alla fine della gestazione la placenta può pesare 500 o 600 grammi ed avere lo spessore di 2 o 4 cm fino ad avere un diametro di 20 cm.

Come funziona?
Nel suo interno la placenta è fatta da tante ramificazioni che si chiamano “villi coriali”. Essi di addentrano e si ramificano nella mucosa uterina a formare una sorta di alberello con la chioma folta. Questi sembrano immergersi  in laghetti sanguigni formati dal sangue della mamma e proveniente dalle arterie uterine.

Dentro i villi circola il sangue del bambino. Le sue pareti fanno da filtro consentendo solo ad alcune sostanze di passare: l’ossigeno e l’anidride carbonica, le sostanze nutritive, alcuni ormoni, le scorie del feto, numerosi farmaci, anticorpi materni, batteri e virus.

In questo processo il sangue del bambino non si mischia mai con quello della mamma.

Dopo la nascita e durante la fase di secondamento la placenta si stacca e viene eliminata dal corpo materno con una spinta o tramite estrazione manuale.

 
22 gennaio 2007

 
Dottoressa CAMILLI Barbara