Il gruppo Greenpeace come sempre mi inoltra del materiale che mi aggiorna sulle vicende del mondo. Un giorno leggo: “Anche in Italia il riso illegale della Bayer. Intanto Vietnam e Thailandia s’impegnano contro gli Ogm”.


Dov’è la novità, sussurrerà qualcuno! Già lo sapevamo. È sempre la stessa storia: il pesce all’antibiotico, la mucca pazza, le galline con l’aviaria, la verdura e i pesticidi, gli alimenti Ogm, di che cosa stupirsi!

DI CHE COSA!!!!

Mi stupisco del fatto che la gente ha smesso di stupirsi.
Mi sorprendo nel constatare che la gente tratta il proprio corpo ne più ne meno che come un bidone della spazzatura: mangiando di ogni.
Mi stupisco del fatto che la gente rincorre medici e specialisti per sapere quale cura adottare per le proprie malattie e/o disturbi organici, senza preoccuparsi minimamente del cibo e delle bevande che assume.

Un detto cita: “Noi siamo quello che mangiamo”, questo vuol dire che il nostro essere biologico esprime ciò che siamo in quanto individuo formato da testa, cuore, corpo.

L’articolo prosegue dicendo: “Il riso Ogm della Bayer, illegale perché mai autorizzato, ha contaminato il riso tradizionale negli Stati Uniti. Già due navi sono state bloccate dalle autorità europee e il Giappone ha imposto analisi e certificazioni per le importazioni di riso statunitense. La contaminazione da riso Bayer interessa al momento undici Paesi, tra cui l’Italia, con conseguenti bandi alle importazioni dagli Stati Uniti. Per protestare contro queste vicende, al Congresso internazionale del riso a Nuova Delhi, gli attivisti di Greenpeace hanno consegnato ai ministri dell’agricoltura delle simboliche scodelle di riso con un punto interrogativo, invitandoli ad agire contro la contaminazione. Paradossalmente a sponsorizzare il congresso dei ministri dell’agricoltura sono la Bayer e la Monsanto, i due colossi del biotech.”

Cibo e medicine, salute e interesse economici, quindi!!!

La gente oggi, diversamente da un tempo, ha perso di vista il fatto che l’individuo è il primo agente per la cura di se stesso. Nutrendo il nostro corpo, la nostra mente ed il nostro cuore con gli ingredienti giusti (e per ingredienti non mi riferisco solamente ai prodotti alimentari) e soprattutto sani, li aiutiamo a svolgere bene i compiti che sono chiamati a svolgere.
Il corpo attraverso il cibo espleta tutta una serie di funzioni, spesso e volentieri date per scontate: la termoregolazione, il ricambio cellulare, il carburante per lo svolgersi delle attività varie….
La mente grazie al carburante ricavato dal cibo è funzionale e attenta, diversamente la fatica e il sovraccarico finiscono per far stare male la persona, con mal di testa, capogiri….Non solo, la mente si nutre di dati, informazioni, ricordi ed emozioni. Le cellule del sistema nervoso, i neuroni, nella parte del corpo cellulare hanno delle ramificazioni: bene, queste ramificazioni aumentano e si arricchiscono in prolungamenti e diramazioni in base alla quantità di dati che la persona assimila. Questa funzione del cervello è in costante crescita.
E vale anche per la dimensione emotiva. Vivere le emozioni, lasciarsi trasportare dalle onde degli stati d’animo, ci aiuta a conoscere in se e a riconoscere nell’altro il variegato mondo delle emozioni. Abituarsi ad ascoltarsi, soprattutto con il cuore, è una valida palestra per i sentimenti.

Ma oggi, ascoltare emotivamente, sembra appannaggio di pochi!

La gente spesso dice di saper ascoltare emotivamente, soprattutto i problemi degli altri. “Sono un buon ascoltatore” si sente dire!
Bene, ma anziché orientarci verso l’altro proviamo ad ascoltare noi stessi.
Se soltanto lo facessimo la maggior parte dei nostri mali (emotivi, mentali e organici) cesserebbe di esistere.
Sicuramente di fronte ai colossi come l’industria farmaceutica e il mercato degli Ogm non possiamo fare nulla. Ma a casa nostra si!

Io decido che cosa far entrare e cosa no! Io decido cosa mangiare e cosa no!

Per fortuna il carrello della spesa non si riempie da solo e gli alimenti non rotolano dentro il carrello vogliosi di essere mangiati. Siamo noi e soltanto noi che li compriamo.
Impariamo quindi a documentarci, a farci delle domande e a dubitare “delle offerte al ribasso”.
Nessuno da nulla per nulla!
Questo articolo è stato scritto non per creare allarmismi ma per far capire che per stare bene con ogni parte di se basta poco.

 

10 aprile 2007

Barbara Camilli