C’era una volta un signore molto buono, e generoso che viveva in una capanna nel bosco di un paese molto freddo: la Lapponia.

I suoi vicini di capanna lo adoravano per la sua simpatia e per gli oggetti in legno che ricevevano in dono. Il signor Natale trascorreva la giornata occupandosi del raccolto del suo orto, si prendeva cura  delle sue amiche renne ed si divertiva ad intagliare il legno da cui ricavava piccoli e grandi oggetti che poi regalava ai vicini.


Il signor Natale era molto amato anche dai bambini del bosco per le storie di eroi e principesse che raccontava e perché era diverso da tutti gli altri adulti. Vestiva sempre di rosso ed aveva una lunga barba bianca. La cosa che piaceva di più sia ai bambini che alle loro mamme era la sua grande pancia morbida sulla quale i bambini più piccoli si addormentavano ascoltando i suoi racconti.

Un giorno il signor Natale fece un sogno:
sognò un angioletto seduto sulle sue ginocchia che gli disse:
“Sai una cosa signor Natale? Tu fai tanto per i tuoi vicini di capanna ma puoi fare ancora molto di più … si!
Puoi regalare un sorriso anche ai bambini che abitano fuori da questo bosco, ce ne sono tanti che non sono così fortunati da conoscerti ma che per un giorno … possono desiderare di aspettarti”.

Il signor Natale sorpreso per le parole dell’angioletto, gli chiese:
“Ma come faccio io a regalare un sorriso? Io sono capace solo di raccontare storie e fare oggetti intagliando il legno?”
“Esatto! Proprio così!”, esclamò l’angioletto.
Il signor Natale si svegliò di soprassalto esclamando:
“Esatto! Si! Proprio così! Quando racconto storie i bambini sorridono e quando regalo i miei oggetti di legno i genitori mi ringraziano … con un sorriso!!!!

Il signor Natale subito si rattristò:
“Ma come faccio a raggiungere i bambini che abitano fuori dal bosco?”
La camera da letto si illuminò di una luce abbagliante ed il signor Natale riconobbe tra la luce, la sagoma dell’angioletto del suo sogno che gli disse:
“Ma ti devo proprio dire tutto? E le renne secondo te a cosa servono? Sono animali che non si stancano mai e che non soffrono il freddo!”
“Vero! – proseguì il signor Natale – “Potrebbero trainare la mia slitta … è un po’ arrugginita ma posso sistemarla per un viaggio così lungo!”.
Il signor Natale scattò fuori dal letto, uscì dalla capanna e chiamò gli elfi del bosco: “Presto amici, c’è un lavoro da fare per tanti bambini che hanno desideri. Presto! Venite! ho bisogno di voi per realizzarli! Da solo non ce la posso fare!

L’angioletto raggiunse il signor Natale fuori dalla capanna per rassicurarlo che non sarebbe stato da solo nella sua impresa e che avrebbe ricevuto l’aiuto di Gesù Bambino che il giorno del viaggio avrebbe indirizzato i venti in suo favore.

Ed aggiunse:
“Gesù Bambino sapeva che avresti accettato, per questo ti ha nominato papà di ogni bambino!”
“Si, mi piace pensare di ricevere l’amore di tutti i bambini del mondo – rispose il signor Natale - … io chiamavo il mio papà Babbo …. Babbo Natale …. suona bene il mio nuovo nome!”

E così inizia la storia di Babbo Natale.
Da quel giorno lontano i bambini di tutto il mondo… e non solo … immaginano che un signore vestito di rosso, con una lunga barba bianca ed una pancia grande e morbida entra nelle loro case … dal camino, dalla porta, dalla finestra … da chi sa dove, per realizzare desideri e ricevere sorrisi.
Chi aspetta l’arrivo di Babbo Natale ha anche pensato a lui. Per non fargli sentire troppo la nostalgia del suo bosco, addobba un pino in segno di rispetto e di gioia per il suo arrivo. Alcuni poi gli preparano anche uno spuntino!
La storia di Babbo Natale è una fantasia che si ripete di generazione in generazione. Ma siamo proprio sicuri che solo i bambini credono in Babbo Natale?
Osservate un genitore, un nonno … un adulto che pensa e cerca il regalo di Natale per il suo bambino. Osservate quel luccichio nei loro occhi e riconoscerete la stessa luce che abbagliò la camera da letto del signor Natale … prima di diventare BABBO NATALE!

BUON NATALE A TUTTI!