L’energia di Ottobre

Ottobre è il mese che apre le porte all’autunno. Cadono le foglie, le giornate si accorciano, fanno la loro comparsa i primi freddi.

Per molti aspetti nella nostra cultura, stagioni come l’autunno e l’inverno, sono accolte con molta riluttanza: questo per via delle giornate, sempre più buie e sempre più fredde. In realtà ogni cosa che accade in natura ha un suo preciso significato.

Se alziamo lo sguardo e osserviamo gli alberi possiamo ammirare i giochi di colore che solo in Ottobre è possibile vedere. Le foglie passano dal verde acceso a colori come il marrone, il color ruggine, il giallo o il rosso in tutte le sue sfumature. Gli odori che s’infrangono nell’aria rinfrescano la mente e l’anima, mentre al tatto la pelle viene accarezzata ora da un caldo infuocato (quando il sole non è coperto da nuvole), poi da un fresco quasi gelido (quando cala il sole e si elevano i primi venti).


In questo periodo è importante valorizzare al meglio i benefici effetti del sole, accumulato durante la stagione calda. Una parte di questo sole è come se stesse andando in letargo dentro di noi; infatti, dopo essere stato accumulato dal nostro organismo, scende nelle viscere del nostro essere andando a riscaldare e a maturare le nostre parti più profonde. A tal proposito la natura, nella sua infinita saggezza, per aiutarci in questa fase di cambiamento ci offre dei nutrimenti che agiscono come un antigelo.

Secondo la medicina alchemica grazie ai cibi offerti dalla terra, in questo mese si possono nello specifico combattere le proliferazioni cellulari, ma non solo. I vantaggi si estendono a tutto il nostro essere dall’intestino al sangue, dall’apparato genitale al sistema immunitario.

Introdurre i cibi giusti, i cosiddetti cibi stagionali, aiutano a darci l’ultima carica di fuoco e di energia prima del freddo invernale. Nelle nostre tavole si dovrebbero valorizzare i nutrimenti come: la melagrana, la castagna, il sambuco, l’uva, il radicchio, la rosa canina, la barbabietola, i legumi, la carruba, la noce.

Vediamoli un po’ nel dettaglio:

la melagrana, con il suo succo svolge un’azione astringente contribuendo a ridurre le coliche intestinali e la dissenteria;

la castagna, grazie all’elevato contenuto di sostanze nutritive, rigenera l’organismo offrendo un pieno di energia e di minerali;

il sambuco, con il suo potere diuretico aiuta ad eliminare gli accumuli di tossine responsabili tra l’altro del dolore reumatico. Affiancato al ribes, ricco di principi antinfiammatori, ne potenzia l’effetto;

la rosa canina con le sue bacche ricche di vitamina C, sono un efficace preventivo contro l’insorgere dei sintomi influenzali;

i legumi (fave, piselli, fagioli, lenticchie, ceci) sono una fonte preziosa di proteine, e sali minerali, come ferro, potassio e fosforo;

la carruba il cui decotto ha un’azione rigeneratrice sulle mucose intestinali;

il radicchio considerato come l’aspirina di ottobre, aiuta a combattere l’influenza, depura il fegato e fortifica le ossa. Ricco in potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, manganese, rame, calcio, principi amari e sostanze zuccherine, grandi quantità di vitamine, aminoacidi e piccole quantità di protidi e lipidi spesso, è considerato solo buono per l’insalata. In realtà: grazie al suo sciroppo ritrovi la voce in caso di afonia, con la sua acqua (di cottura) si regolarizza l’intestino in caso di stipsi, il frullato di foglie è un potente disintossicante del fegato, non solo, agisce anche come cosmetico dando smalto e rinforzando le unghie. A tal proposito ci sono dei preparati artigianali che fortificano le unghie; quest’ultime infatti, insieme ai capelli ed in sintonia con gli alberi tendono a spezzarsi, sfogliarsi proprio come fanno le foglie. Ciò accade perché le nostre estremità proprio in questo periodo raggiungono il minimo energetico;

l’uva ricca di sostanze antiossidanti, previene l’ossidazione cellulare;

la noce, ricca di acidi grassi essenziali come quello linoleico e linoleinico, svolge un importante funzione di nutrimento delle cellule nervose. Da sempre infatti è consigliata per chi svolge una attività intellettuale intensa come gli studenti, gli insegnanti, i ragazzi in crescita. Con le sue circonvoluzioni da sempre il gheriglio della noce è associata al cervello. La somiglianza è straordinaria;

la barbabietola ricca in ferro e vitamina C è utilissima in caso di anemie, per chi vuole ridurre e limitare l’accumulo di grassi e tossine (la sua polpa alleggerisce dalle tossine e dal colesterolo cattivo), per chi è mentalmente affaticato (grazie all’acido glutammico di cui è composta, la sua assunzione potenzia l’attività dei tessuti nervosi cerebrali).

 

01 ottobre 2007

 

Barbara CAMILLI