Provate ad accennare l’inizio di un racconto ad un bambino di tre/quattro anni; vi guarderà con gli occhi spalancati, pronto ad ascoltare. Come si fa in taluni casi a non lasciarsi andare alla fantasia? Se si osserva un bambino, dopo che ha visto o sentito qualcosa per lui molto interessante, si potrà notare che non rimane passivo di fronte agli stimoli ma inizia a sperimentare ciò che ha visto. Una volta la narrazione era solo verbale ed era la via maestra per tramandare tradizioni e riti. Oggi stiamo sempre più perdendo il senso della continuità generazionale, a scapito in particolare dei piccoli, che sempre più si sentono senza radici. La fiaba dunque ha un importante valore educativo e terapeutico. Educativo perché induce il bambino ad accostarsi alla realtà, osservando ciò che accade senza sbilanciarsi troppo.

Terapeutico perché attraverso l’osservazione creativa della realtà il bambino sperimenta emozioni nuove, o familiari, mantenendo la giusta distanza che lo aiuta a rafforzare la propria identità. La fiaba quindi dà risalto e valore alle risorse personali sia a livello individuale che relazionale. Per aiutare il bambino in questa delicata fase della sua vita e giungere ad una maturazione interiore, non solo intellettiva, ma affettiva ed emotiva si possono creare dei racconti insieme a lui, partendo dallo stato d’animo che preme più in quel momento; ad esempio la paura di essere abbandonato, la gelosia, l’angoscia di morte, la rabbia verso i genitori, il senso di inadeguatezza, la paura di crescere, ecc.. In questo modo si aiuta il bambino a capire cosa sta provando e perché, dando un significato ed un valore alle sue emozioni. Il bambino così non ne avrà paura, bensì imparerà a riconoscerle e a gestirle quando di ripresenteranno senza esserne sopraffatto. Inventare racconti aiuta ad elaborare le proprie emozioni condendo la storia con avvenimenti squisitamente personali. Io lo propongo sempre, senza nulla togliere alle fiabe di lunga data. Il Mondo di Bagigio raccoglie tre di trentasei racconti che narrano le peripezie di un giovane “uomo” di un anno. La mamma calandosi nel mondo del proprio figlio ha saputo ascoltarlo entrando nel suo mondo dando voce alle sue simpatiche espressioni, tutto ciò lasciandosi andare e divertire in situazioni reali assolutamente divertenti, dalla scoperta del famigerato forziere, alle nottate “incisive”, alla magia della campanella, che al solo suonarla Bagigio vedeva comparire e scomparire la mamma! Il libro, ben illustrato e con audio cd allegato (l’autrice narra accompagnata dagli arrangiamenti musicali di Dario Artuso), riesce a far sentire le sensazioni che prova il protagonista e lo stupore con cui assapora ogni avvenimento che gli accade, in una straordinaria cornice ironica e divertente.

Il bello e particolare dei racconti lo troviamo nell’empatia che si crea tra genitori e figlio, e soprattutto nell’indole dei grandi all’ascolto neutro, senza essere condizionati dal proprio pensiero “adulto”. Inventare, creare, costruire delle storie spalanca la via all’intelligenza emotiva e creativa. Con l’invenzione di un racconto si aiuta il bambino a sentirsi e dare voce alla propria fantasia, ai propri ed esclusivi sentimenti, ai sogni e ai bisogni: quello di essere rassicurato, amato, protetto. Lo staff di Associazione Psicologia Utile è attualmente impegnato nel portare Bagigio ovunque, nei nidi, nelle scuole materne ed elementari, ma anche in altri ambienti, al parco, nei centri per anziani, all’interno dell’ospedale. Il cd in allegato viene fatto ascoltare nei reparti di pediatria, nei corsi preparto di alcune realtà di Novara e all’interno di alcuni nidi, a dare ospitalità al piccolo Bagigio è anche il reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Novara. Bagigio dove è felice di andare a trovare i piccoli degenti e passare un po’ di tempo con loro, portando un sorriso, giocando e narrando ognuno la sua peripezia... perché Bagigio in questo è un vero maestro. Giunta con l’affanno in gola vide il papà sorridere. Perplessa iniziò a guardarsi intorno, per scovare il famigerato dentifricio o la saponetta. “Mia cara al nostro amore sono spuntati i primi dentini” disse il papà. Dalla gioia anche la mamma iniziò ad urlare: “SSSIIIII... SSIIIII CHE BELLO I PRIMI DENTINI DI BAGIGIO!!!” Bagigio nel sentire i genitori dalla contentezza si sgolavano e ridevano, rideva anche lui. E più lui rideva, più mamma e papà vociavano. E più lui gioiva, più si vedevano i due puntini luminosi motivo di tanto clamore. Fu un momento davvero molto emozionante per mamma e papà. Così emozionante che iniziarono a telefonare a destra e a manca, per dare la bella notizia. “Che cari” si disse Bagigio “basta così poco per farli felici. Bene allora posso andare avanti così... BENE, perché ho giusto qualche altra idea da realizzare!!!”.

da “Il mondo di Bagigio” - Arriva Zannetta

Il Mondo di Bagigio è in ognuno di noi, basta sapersi ascoltare con il cuore! Per quanti vogliono vederlo nel sito bagigio.psicologia-utile.it gli è stata dedicata una sezione, per quanti vogliono incontrarlo ci possono contattare per realizzare presentazioni, laboratori o spettacoli teatrali che hanno per protagonista lo spirito creativo dal nome Bagigio che è in ognuno di noi.

 

Barbara Camilli