Jess Radlif era seduta ad un tavolo del Planet Cafè, un bar nel centro di Boston, l'aria era sempre impregnata di fumo di sigarette e le bruciava gli occhi e la gola quando entrava.

Ad un certo punto, mentre la barista insieme al buttafuori cacciava un piantagrane, Josh Callager, complice di molte avventure, si sedette davanti a lei e buttò sul tavolo una busta gialla e le disse:

"Ho un lavoretto per tè Jess"
"Da Big Tony?"
"E da chi se no?!"

"No, con lui si finisce sempre nei casini, ed in questo momento sono incasinata"
"Jess non fare la scema, hai mai rischiato qualcosa di più di qualche dollaro con B.T.?"
"No, ma non c'è da fidarsi di quello lì, la peggior specie è quella di B.T."
"Che rompi, senti tu non devi fare altro che portare questa" nel frattempo le agitava la busta davanti agli occhi e la graffiava "al palazzo di Jhonny Mazzi"
"Un altro incasinatore casinista di bene in meglio!"

"Senti, non mi sono spiegato, ma questo non è un lavoro da due dollari, ti frutterà cinquantamila dollaroni americani, non so neanche quale presidente raffigura un pezzo da cinquantamila!" ci pensò per qualche secondo e con un sospiro disse:
"Và bene" non era del tutto sicura, ma cinquantamila l'allettavano.

"Sapevo che potevo contare su di te, ci vediamo domani a casa mia e ti spiego nei particolari"

Un'ora dopo Josh stava percorrendo la settima strada da solo, e non era la strada per andare a casa sua, no ma per il quartier generale.

Entrò ed andò dritto alla porta cinque, la sua. Un uomo dal buio iniziò a parlare:
"Allora? La picciotta ha acconsentito?"

e Josh "Certo"

"Per quale ragione, che cosa l'ha convinta?"

"Primo non è molto intelligente ed è manipolabile e infine l'hanno convinta cinquantamila ottimi motivi" e lì iniziò a ridere sguaiatamente.

La mattina dopo a casa di Jess.

Jess si versò una tazza di scuro caffè bollente, dopo si preparò per andare al lavoro part-time che aveva trovato al centro commerciale, nel negozio di elettronica.

Convinse una coppia di boccaloni settantenni a comprare il pc più costoso parlando, era un'ottima venditrice e gli affari le andavano a gonfie vele per la sua dote.

Quello era il giorno della busta paga, gliene davano una ogni settimana, dipendeva molto da quanto vendeva. Quella settimana aveva fatto cinquemilatrecentosettantacinque dollari e la sua busta paga era di milletrecentosette dollari, erano in quattro commesse, una capa e una retrobottega di sedici anni con la paga da centocinquanta dollari settimanali fissi, più le mance.

Ad un certo punto si ricordò l'appuntamento con Josh per il lavoretto.

Un'ora dopo a casa di Josh, Jess suonava insistentemente al citofono quattro dell'appartamento di Josh.Ad un certo punto un suono metallico le fece capire che le avevano aperto. Salì le due rampe di scale ed entrò nell'appartamento.

L'aria profumava di rose fresche e lavanda, molto rilassante.

Si sedette sul divano di tessuto bianco del soggiorno e aspettò appoggiata ad uno dei bei cuscini bordò con ricami bianchi.

Josh si sedette sul divano identico a quello su cui era seduta Jess dirimpetto a quello e iniziò a spiegare:

"Allora tu devi portare al palazzo di Jhonny Mazzi questa busta, allora, un taxi ti porterà lì, il taxista sarà uno di B.T., porterai con tè una valigetta 24 ore con dentro la busta, sai per non insospettire, salirai all'ultimo piano, il sessantacinquesimo, andrai all'ufficio di Jhonny Mazzi, gli consegnerai la valigetta, aspetterai che abbia aperto la busta e abbia letto il contenuto, quando avrà finito di leggere darà l'ordine ai  suoi scagnozzi di portarti giù e consegnarti una valigetta identica, andrai giù solo quando avrà dato l'ordine ai suoi uomini, non prima, aspetterai e ti farai portare giù dagli scagnozzi, la valigetta che ti consegneranno sarà vuota, perché ci pagherà dopo, tutto chiaro?" e Jess "Cristallino, ma quando agiremo?"

"Domani mattina entrerai in azione e consegnerai la busta a Jhonny Mazzi, ecco il compito."

L'indomani mattina, il taxi con l'uomo di B.T. la venne a prendere e la portò al palazzo di Jhonny Mazzi, sfarzoso, prese la valigetta 24 ore con la busta dentro ed entrò, prese l'ascensore e andò all'ultimo piano, il più ricco e sfarzoso, ed entrò nell'ufficio di Jhonny Mazzi, l'ufficio era molto grande, il pavimento era composto da moquette bordò, le poltrone erano bianche, la scrivania era di pino scuro e la libreria a destra dell'entrata era stracolma di libri, la scrivania era posizionata dirimpetto all'entrata, a quattro metri. Dietro la poltrona della scrivania, al posto di una parete c'era una finestra enorme .

Jhonny Mazzi era un uomo di circa 45 anni, con capelli castani scuri, occhi color del mare, freddi e cattivi, un naso a patata, ciglia folte e sopracciglia ispide, il labbro superiore era inesistente e quello sotto era a canotto.

Jess gli consegnò la valigetta e aspettò che leggesse il contenuto della busta. Solo che quando ebbe finito, l'ordine fu dato ai suoi scagnozzi, che la misero sull'ascensore, solo che non la portarono di sotto, ma la portarono sul tetto, la misero davanti a loro, e uno degli scagnozzi, il più muscoloso, tirò fuori dall'anfibio una pistola calibro 9 e le assestò tre colpi, uno finì sula spalla gli altri due proiettili le conficcarono il cuore, e tutti e tre la trapassarono lasciando soltanto i solchi.

Il suo corpo fu gettato giù dal grattacielo

Due giorni dopo nell' ufficio di Jhonny Mazzi era appena entrato Big Tony:

"Ma mio caro Big Tony, che piacere vederti"

"ll piacere è mio Jhonny"

"Hai portato il pagamento per quel lavoretto che ti ho fatto eseguire dai miei uomini, peccato però, era una così bella ragazza"

"I soldi ce li ho, e ti devo dare ragione Jess era una bella ragazza, ma ultimamente sapeva un po' troppo sul mio conto, ora però ti devo commissionare un'altro di quei lavoretti, devi ammazzarmi un ragazzo, mi ha aiutato con Jess, l'ha convinta, erano amici, però ora è lui a sapere troppo sui miei giri"

"Dimmi come si chiama ed eseguo, basta che mi paghi"

"Josh, Josh Callager".

 

Un articolo di Giulia Comerio, 12 anni