Quanti di voi adulti con adolescenti in casa si chiedono se il proprio figlio è felice? Quasi nessuno, anche perché a volte si è troppo occupati a concedergli tutto e a viziarli. Anch’io sono un adolescente, e i miei genitori sono troppo occupati a viziare i miei fratelli per vedere che ho una depressione cronica. Tutti i genitori sono convinti che i propri figli siano felici, e quelli che vedono che non sono felici sono convinti che sia una fase ormonale, magari perché anche loro – i genitori – sono stati “tristi” da ragazzi.

Questo è un problema che va affrontato, tra i genitori e i ragazzi, e la prima a dirlo sono io, che non riesco proprio a comunicare con i miei – perché molto spesso ci si sente trascurati, ed è questo il problema principale. Molto spesso i ragazzi assumono comportamenti aggressivi per mascherare i sentimenti negativi, la depressione e la paura di apparire debole, o forse perché si ha avuto un infanzia solitaria. Quello che mi fa più rabbia, però, è che i genitori si ostinano a dire “va tutto bene, non succede niente” e poi si ritrovano in tribunale o, peggio, in un obitorio perché i figli diventano o bulli, o diventano vandali, oppure ancora si uccidono il che potrebbe risultare deprimente per tutta la famiglia. Ora mi viene in mente il caso di Matteo, che si è buttato dal balcone. E di chi è la colpa? La colpa è di tutti, nessuno escluso: compagni, professori, la preside, che – scusate la crudezza – se ne sono fregati altamente dei sentimenti del ragazzo e non osino dire che non intendevano offenderlo, perché questa è una balla colossale. Poi l’anno scorso ci fu una ragazza di diciassette anni che, dopo una cena con gli amici, chissà per quale motivo, si butta da un ponte. L’elenco dei suicidi dei minorenni è lungo e non starò a elencarli tutti. Voglio chiarire le cose: non sono qui per dire che non è colpa di nessuno se giovani vite si spengono, la colpa di qualcuno sarà, non sono certo scemi i ragazzi che si ammazzano. Ma d’altronde, a chi importa niente se i ragazzi più fragili vengono ridicolizzati? A nessuno. A chi interessa ascoltare una persona triste? A nessuno. Purtroppo non tutti sono psicologi a questo mondo.

da Camilla A.