Molte volte all’interno della famiglia si instaura un clima di competizione tra fratelli. Perché questo avviene? In molte situazioni familiari queste dinamiche mascherano un bisogno: quello di spartirsi l’amore dei genitori.

Ci sono genitori che raccontano le difficoltà vissute nel gestire il momento del pasto con uno o tutti i figli (se sono più di due). Questi hanno la tendenza e l’abitudine di controllare la distribuzione del cibo facendo richieste, a volte ossessive, di equità. Eccoli allora controllare se ricevono più o meno minestra, se hanno il piatto più bello o più brutto, se ricevono più o meno bis, se hanno le posate messe come gli altri, se il piatto e dritto o storto, se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto… . E se questo non succede...il “48”: vere e proprie crisi di pianto.

I figli nel loro smisurato bisogno di amore pensano che avere più minestra, il piatto più grande o più colmo equivale ad essere più amato, rispettato e compreso a scapito dell’altro fratello che, vedendo tante disuguaglianze ne soffre. Spesso si sente dire dai figli: “lui è il figlio prediletto e io??!!”.

In questo caso i genitori dovrebbero cogliere che ciò che desiderano i figli non è la stessa quantità di cibo o la stessa quantità di acqua nel bicchiere. Loro hanno un viscerale bisogno di amore: di sentirsi accettati e amati in modo unico e totale. Il cibo diventa solo la richiesta.

Come sappiamo l’amore non può essere ridotto in serie o quantificato ed il genitore non è un distributore automatico di emozioni da attivare o disattivare a piacere, come un computer!

Gelosia per la spartizione del cibo o per la richiesta di giocattoli può far scatenare delle liti intestine in famiglia: ci sono persone che divenute adulte rinfacciano ancora di non aver avuto quella tal cosa o aver sopportato quel tal cibo!!!

Questo finché rimane entro certi limiti durante l’infanzia è sana e normale; sperimentare la competizione con conseguente lite tra fratelli è fisiologico, e chi ha dei fratelli lo può confermare, inoltre imparare a gestire questa emozione in famiglia lo aiuta, grazie al sostegno e alla guida del genitore, a vivere la stessa emozione fuori dalla famiglia più serenamente. E’ sempre positivo perciò verbalizzare il sentimento, anche di gelosia del bambino senza colpevolizzarlo, poiché fa parte del corredo emotivo umano provare la gelosia.

Se simili comportamenti diventano logoranti e asfissianti, togliendo entusiasmo e piacere a stare insieme sono la spia di un disagio emotivo profondo che va assolutamente ascoltato e compreso.

 

3 gennaio 2007

Barbara CAMILLI