Per quanto riguarda il sentimento della paura è bene prima chiarirci sul significato etimologico e psicologico di questa emozione che in sé, è adattiva e positiva.
La paura è un emozione primaria presente sin dalla nascita. Essa è l’emozione che “ci salva la vita”, perché se attivata a fronte di situazioni percepite come minacciose, oppure potenzialmente difficili, induce la persona a frenarsi per tempo.

Se una persona non si riconosce di provare questo sentimento può mettere in serio pericolo sé stesso e chi gli stà intorno. A tal proposito si pensi all’automobilista. Se questi non percepisce i suoi limiti alla guida, non riesce a prevedere il potenziale pericolo cui può andare incontro. Ne sono un esempio tutti coloro che guidano in stato di ebbrezza, di rabbia, di forte stanchezza……..

Nonostante la paura sia un emozione positiva e adattiva, spesso è percepita solo come negativa, e questo per le conseguenze emotive e fisiologiche che comporta. Mi riferisco alle reazioni quali il timore, la preoccupazione, il cuore in gola, il senso di insicurezza, la sudorazione, il senso di nausea.

Questi vissuti spesso i bambini li provano alle soglia di una prova competitiva o di un interrogazione e solitamente può indurre al blocco durante l’esecuzione. Pensate a quei bambini che a casa sapevano a memoria la lezione. E voi lo sapete perché li avevate interrogati, eppure tornati a casa da scuola vi dicono che hanno preso un brutto voto perché non hanno saputo la lezione.

Giustamente, vi direte: “ma se a me l’aveva detta benissimo!”.

Situazioni di questo tipo capitano molto spesso e la risposta stà nella difficoltà a gestire il sentimento della paura durante la prova, al punto tale da sentirsi svuotati. Che non ricordano più la lezione vero. È bene però precisare che questo avviene perché la paura e la disistima di sé è come se avesse cancellato per tutta la durata della prova quello che sapevano.

In simili situazioni è importante sapere che il bambino và aiutato a capire e a dare un nome ai sentimenti che stà sperimentando, per poterli gestire al meglio. Di fronte a certe situazioni è normale infatti reagire con la paura o l’ansia. A tal proposito potete raccontare un aneddoto che vi riguarda, perché spesso sentono di essere soli e non compresi in questo loro sentire.

Questa forma di dialogo permette di evitare di soccombere alla paura tutte le volte.

Pensiamo a quei bambini e ragazzi che vivono un interrogazione o una prova come se fosse la fine del mondo. Per questi, che vivono la paura della scuola in toni tragici, vorrei puntualizzare un aspetto. Accanto al sentimento della paura per il voto e per la prova, spesso temono di perdere anche l’amore e l’approvazione del genitore. Cosa questa che per loro è assolutamente intollerabile. In questi casi, bambini o ragazzi, vanno rassicurati ampiamente sul fatto che comunque vadano le cose il genitori gli vuole bene e che su di loro si può sempre contare. Questo li farà sentire non solo compresi ma rafforzati sul piano emotivo.

È fondamentale però che nel porsi in questo modo il genitore sia congruente con quanto afferma altrimenti al figlio arriveranno comunicazioni ambigue, distorte o, nel peggiore dei casi; doppi messaggi.

 
5 gennaio 2007

Barbara CAMILLI