Il presente articolo trae spunto da “Department of anthropology Texas” di Katherine A. Dettwyler

Circa il momento giusto per svezzare si dice e scrive molto.
Nel Stati Uniti le donne a tal proposti ricevono molti consigli e pareri contrastanti.

L’American academy of pediatrics, consiglia di farlo al compimento del primo anno, mentre l’OMS e l’UNICEF consigliano almeno due anni.
Molti medici dal canto loro considerano prolungato un allattamento di sei mesi, mentre molti operatori sanitari mettono in discussione con ragioni l’allattamento oltre l’anno.

Questo stato di cose porta molte donne neomamme a non sapere cosa fare e come comportarsi. Alcune arrivano ad allattare di nascosto consapevoli che la loro scelta è disapprovata da medici ed operatori sanitari.
Diverse ricerche antropologiche in culture non occidentali offrono il loro contributo per porre luce e chiarezza sull’allattamento al seno. Pensate che in molte di queste culture si arriva ad allattare fino al compimento di tre o quattro anni.

Viene da chiedersi a questo punto. “Sono eccentrici loro o noi?”

Come tutti i mammiferi gli esseri umani sono dotati di ghiandole mammarie per nutrire la prole. Dentro la categoria dei mammiferi gli esseri umani appartengono ai Primati seguendone il modello per quel che riguarda allattamento e svezzamento. Questo modello in 65 milioni di anni per selezione naturale ha assicurato ad oggi il miglior tasso di sopravvivenza.

Si pensa che questo modello base sia determinato da fattori genetici. In aggiunta ci sono altre variabili che collegati alle condizioni di vita influenzano l’età dello svezzamento.

Vediamo ora che cosa suggeriscono queste variabili per quanto riguarda l’età naturale dello svezzamento negli umani?

Svezzamento secondo il momento in cui triplica il pesa della nascita.
L’idea che i mammiferi svezzano quando il piccolo ha triplicato il pesa dalla nascita è riportato ampiamente il letteratura. Questa regola è valida per gli animali di corporatura piccola ma non per quelli più grandi.
Ricerche recenti hanno esaminato l’età dello svezzamento secondo lo stadio della crescita in mammiferi grandi compresi i primati. È stato dimostrato che lo svezzamento avviene alcuni mesi dopo il raggiungimento di un peso quattro volte superiore, piuttosto che tre volte, superiore dalla nascita.

Svezzamento secondo il raggiungimento di un terzo del peso adulto
Altri sudi affermano che i primati, come gli altri mammiferi, svezzano i cuccioli quando raggiungono un terzo del peso adulto.
Gli esseri umani hanno tante misure diverse ma l’età dello svezzamento,se si applicasse questo criterio, si aggirerebbe intorno ai quattro sette anni. Ne deriva che i maschi dovrebbero essere allattati di più rispetto alle femmine, mentre popolazioni a corporatura grossa allatterebbero più a lungo di quelli a corporatura piccola.

Svezzamento secondo misura corporea adulta
Harvery e Clutton-Brock hanno pubblicato uno studio dei diversi fattori variabili collegati alle condizioni di vita, compresa una formula per il calcolo dell’età per lo svezzamento, basato sul peso corporeo medio della femmina adulta. Questa equazione pronostica un età dello svezzamento che varia dai 2.8 ai 3.7 anni a seconda del peso medio corporeo della femmina adulta e con tempi prolungati per i popoli a corporatura grossa.

Svezzamento secondo la durata del periodo gestazionale
In letteratura viene spesso riportato che fra i mammiferi in generale, l’età dello svezzamento si aggira alla durata del periodo gestazionale. Secondo questo criterio ne deriva che lo svezzamento negli umani può avvenire dopo soli nove mesi di allattamento al seno. Questo periodo però è fortemente condizionato dalla dimensione adulta raggiunta dall’animale.
Per molti primati di corporatura piccola, la durata dell’allattamento è inferiore al periodo di gestazione. Fra i primati di corporatura grossa la durata del periodo di allattamento supera di molto la durata della gestazione. Per lo scimpanzé e il gorilla, la durata dell’allattamento supera per più di sei volte quello gestazionale.
Gli umani sono fra i primati che hanno più del 98% del materiale genetico in comune con il gorilla.
Basandoci su questo criterio l’essere umano dovrebbe svezzare intorno ai 4.5 anni.

Svezzamento secondo l’eruzione dentaria
Secondo una ricerca molti primati iniziano lo svezzamento a cavallo con l’arrivo dei primi molari permanenti. Questo avviene intorno ai 5.5 o 6 anni negli uomini.
È interessante notare che il raggiungimento della competenza immunologia adulta avviene anch’esso intorno ai sei anni. Questo suggerisce che in tutto il nostro passato evoluzionistico le immunità fornite dal latte materno sono normalmente disponibili al bambino fino circa questa età.
Il passato evoluzionistico ha generato un organismo che fa ampio affidamento sull’allattamento materno per assicurare un buon supporto allo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo. I dati provenienti da primati non umani dicono che i bambini sono stati progettati per ricevere tutti i benefici dal latte materno per un minimo di due anni e un limite massimo di sette anni..

La selezione naturale ha favorito neonati con una forte predisposizione ad aspettarsi l’allattamento al seno per diversi anni dopo la nascita; risultato di ciò è uno stimolo di suzione che rimane forte per tutto questo periodo.

Nella nostra società si è in grado di venire incontro ai bisogni nutritivi dei bambini, dopo l’età di tre o quattro anni, con cibi adulti modificati.

La nostra società può sicuramente compensare i vantaggi immunologici dell’allattamento con antibiotici, vaccini, e un supporto sanitario. Ma i bisogni fisici, cognitivi ed emotivi no!

Dovrebbe essere portato alla conoscenza di tutti compresi operatori sanitari, genitori e pubblico che una età ragionevole per lo svezzamento è fra i tre e sette anni.

 

8 gennaio 2007

 

Barbara CAMILLI