...dal punto di vista della donna

Iniziamo a valutare l’alimentazione della donna che allatta.
Il supplemento calorico durante l’allattamento dovrebbe essere di circa 500 Kcal rispetto al fabbisogno precedente la gravidanza.

Tale supplemento si concretizza in

  • pane comune g.100
  • latte parzialmente scremato g.200
  • frutta fresca g.100


La necessità di acqua aumenta di almeno mezzo litro in più oltre al litro e mezzo già precedentemente consigliata.

Questa aggiunta di acqua contribuisce sicuramente ad una migliore  produzione di latte e ad evitare l’inconveniente della stitichezza.
Per il problema della stitichezza occorre appunto bere molto, mangiare frutta e verdura (5 porzioni al giorno) legumi 1-2 volte a settimana e camminare molto.
La produzione del  latte non dipende necessariamente da ciò che mangia la donna,  infatti la produzione del latte sia come quantità che come continuità dipende dallo stimolo alla suzione, è quindi il bimbo che, succhiando e comprimendo il capezzolo, provoca una serie di stimoli neuro-ormonali che determinano la continua produzione di latte.
Per quanto riguarda la nutrizione della mamma che allatta non ci sono regole diverse da quelle già elencate per l’alimentazione in gravidanza: è necessaria una alimentazione equilibrata e variata.

Occorre inoltre fare alcune considerazioni:

  • adeguato consumo di pesce nei primi tre mesi di allattamento al fine di incrementare nel latte materno la percentuale di acidi grassi polinsaturi (omega 3), importanti per la costruzione delle strutture nervose, visive e corticale del neonato. Sono acidi grassi non sintetizzabili nel nostro organismo e quindi da introdurre necessariamente con l’alimentazione, infatti una loro carenza diminuirebbe la crescita del nascituro.
  • Non ci sono evidenze scientifiche per quanto riguarda la riduzione di latte e latticini per la prevenzione delle allergie alimentari nel neonato, occorre invece non abusare sia come quantità, sia come frequenza degli alimenti allergizzanti.
  • Non è necessario abolire l’uso di alimenti quali: aglio, cipolla, cavolo, asparagi che conferiscono un sapore particolare al latte, anzi esistono alcuni studi che dimostrano che “far assaggiare” questi gusti al neonato durante l’allattamento, non influenzi assolutamente la poppata e successivamente sembrerebbe facilitare lo svezzamento. Questo discorso vale soprattutto se questi alimenti sono stati comunque introdotti durante la gravidanza e quindi il bambino ne conosce già il sapore. Quello che bisognerebbe fare è conoscere, “saggiare” i gusti del nostro bambino, vedere ciò che accetta e ciò che rifiuta e quindi decidere.


CONSIGLI NUTRIZIONALI PER LA DONNA CHE ALLATTA AL SENO

  • Una dieta equilibrata e varia è in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali della nutrice: se una donna include giornalmente tutte le categorie di alimenti, è tranquillamente in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali dell’allattamento senza ricorrere a supplementi farmacologici.
  • La qualità della dieta è più importante della quantità: preferire cibi freschi e naturali, possibilmente di stagione, moderare il consumo di cibi confezionati o ricchi di addittivi alimentari, zuccheri semplici, grassi di scarsa qualità nutrizionale e sale.
  • Il fabbisogno proteico aumenta di 17 g/die e questo deve essere soddisfatto dal consumo di 2 piccole porzioni al giorno di alimenti ricchi di proteine di elevato valore biologico o di legumi. Si consiglia di aumentare il consumo di pesce (almeno 2-3 volte a settimana).
  • Il fabbisogno di calcio aumenta di circa 400 mg/die, l’apporto per una nutrice sarà quindi di 1200 mg/die che può essere coperto da 2-3 porzioni di latte e latticini, legumi e alcune verdure, frutta secca e acqua minerale.
  • Non vi è alcun aumento del fabbisogno di ferro durante l’allattamento.

 
...dal punto di vista del bambino

Ora invece spostiamo l’attenzione sul bambino e l’allattamento al seno.

L’allattamento al seno, oltre al latte come alimento, offre la possibilità di uno scambio fisico, e cioè di calore, contatto di pelle, abbraccio, che non possono essere complementari al cibo, ma sono essi stessi nutrimento. Il latte materno è il primo alimento dell’uomo, è il solo alimento che si adatta perfettamente, sia alla sua fisiologia, sia ai suoi bisogni relazionali: è un vero e proprio sistema biologico che si adatta alla velocità di crescita del lattante, alla variabilità dei suoi fabbisogni nutritivi e alle sue capacità digestive e metaboliche.


IL LATTE MATERNO: UN CONCENTRATO DI SALUTE
Ogni specie animale produce un latte specifico per le esigenze biologiche e la crescita dei suoi cuccioli: quanto più rapida è la crescita del piccolo, tanto maggiore è il contenuto in proteine, calcio, fosforo del latte materno; anche il numero di poppate giornaliere diminuisce in funzione della ricchezza nutrizionale del latte.

Approfondiamo meglio la composizione del latte materno.


Nel latte di donna:

  • è assente la β-lattoglobulina, proteina fortemente allergizzante, principale componente delle proteine del siero del latte vaccino.
  • Troviamo un contenuto equilibrato di amminoacidi solforati e un basso contenuto di quelli aromatici
  • L’azoto non proteico, facilmente utilizzabile per la sintesi delle proteine, è abbondante
  • Il contenuto proteico del latte umano è di 1g/100 ml.
  • Le proteine più importanti del latte sono la caseina, le sieroproteine, la lattoferrina, le immunolgobuline,ecc.
  • Il contenuto lipidico totale del latte umano è in media di 3.9 g/100 ml, praticamente uguale a quello vaccino. Anche se il contenuto lipidico è simile, numerose e significative sono le differenze in qualità e la dieta della nutrice può influenzarne la composizione ma non la quantità totale dei grassi. Nel latte di donna predominano  gli acidi grassi insaturi (nel latte vaccino vincono quelli saturi); vi è un rapporto ottimale di distribuzione tra 6 e 3 (circa 2:1); l’acido palmitico della donna viene assorbito  con maggiore facilità; vi è un maggior apporto di colesterolo, fondamentale per la sintesi di ormoni steroidei e degli acidi biliari; contiene il doppio della quantità di fosfolipidi utili per la composizione del sistema nervoso, del muscolo cardiaco e del fegato.
  • Presenza di lattosio in quantità elevate permette il  mantenimento di un pH acido che preserva dalle infezioni gastrointestinali e favorisce assorbimento di calcio e magnesio a livello intestinale.
  • Contiene una elevata quantità di oligosaccaridi che vengono digeriti a livello intestinale, assorbiti ed utilizzati per la sintesi dei glicolipidi e delle glicoproteine.
  • Presenta un minor contenuto in Sali minerale rispetto al latte vaccino e quindi un minor carico a livello renale: il sodio è presente in quantità tre volte inferiore.
  • Sono presenti ormoni steroidei, tiroidei e alcune prostglandine con effetto protettivo a livello della mucosa intestinale del neonato.
  • Sono inoltre presenti esclusivamente  nel latte umano alcuni fattori per la crescita, lo sviluppo e il funzionamento di organi ed apparati: fattore di crescita epidermica, fattore di crescita dei nervi, taurina e alcuni neuropeptidi.



In conclusione il latte materno offre la risposta ottimale e più semplice per l’alimentazione equilibrata del lattante, fin dalle prime poppate. Oggi è certo che attraverso l’alimentazione possiamo prevenire alcune malattie dell’apparato digerente, la precoce comparsa di ipertensione, l’obesità, il diabete e l’aterosclerosi. Non è esagerato affermare che l’educazione alimentare comincia già in culla, offrendo al  neonato il nutrimento più adatto per lo sviluppo fisico, ma anche per la salute futura: il latte della sua mamma.

I vantaggi dell’allattamento al seno sono numerosi:
- vantaggi nutrizionali: il latte materno contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per coprire tutti i fabbisogni del bambino nei primi 6 mesi di vita, favorendone la crescita e condizionando le caratteristiche fisiologiche della digestione, dell’assorbimento e del metabolismo.
- vantaggi protettivi: presenta le migliori difese nei confronti di infezioni da virus e da batteri, allergie e alcune malattie da alterata risposta immune.
- vantaggi psicologici: mediante l’allattamento si realizza più facilmente il rapporto madre-neonato.
- vantaggi pratici: non costa nulla, è sempre pronto, è alla temperatura giusta, è sicuro dal punto di vista igienico.

 

Ilaria Crespi