Si tratta di una pratica che entra in sintonia con il corpo, l’anima e la mente in modo non aggressivo o invasivo, semmai in maniera dolce, delicata e profumata.


Studi hanno dimostrato che ogni persona ha una memoria olfattiva e fin dall’infanzia si è stati inconsapevolmente condizionati da questa. Pare che determinati aromi, fragranze hanno un potente effetto evocativo, non solo, in alcuni momenti quegli stessi profumi riescono ad attivare idee, ricordi, sensazioni o stati d’animo. Se l’ambiente di lavoro è ben areato e profumato al limone chi è impegnato al computer fa il 54% in meno di errori a battuta, il 33% se la profumazione è al gelsomino, il 20% se è alla lavanda. In questa pratica il Giappone investe molto, basti pensare che la Shimizu, terza compagnia edile del paese, inserisce diffusori aromatici negli impianti di areazione a seconda delle diverse esigenze lavorative, ad esempio: lavanda e rosmarino nella zona reclami per rilassare e calmare; limone ed eucaliptus nelle banche per aumentare il livello di attenzione e vigilanza.

Il motivo di questa reazione agli odori va ricercata nei ferormoni, dal greco pherein "trasportare" e hormon "eccitare". Si tratta di molecole prodotte da diversi organi del corpo e usate dagli animali per comunicare fra di loro. L’interesse per i ferormoni non risiede tanto per la loro composizione chimica quanto per la risposta comportamentale che scatenano: essi attivano il desiderio verso certi oggetti o persone perché si è attratti dall’odore che emanano, rifiutandone altri il cui odore è avvertito come sgradevole.

L’aromaterapia è un ramo della fitoterapia e sta ad indicare un “trattamento terapeutico mediante l’utilizzo delle fragranze”. Il termine fu coniato da Renè Maurice Gattefossè in uno scritto del 1930 dopo aver studiato gli oli essenziali e le loro applicazioni. L’interesse verso gli oli non fu casuale ma conseguente ad una vicenda personale: dopo essersi ustionato una mano Renè decise di curansi con applicazioni di olio essenziale di lavanda. La ferità guarì senza lasciare tracce. Dopo questa esperienza il farmacista Francese ha scritto un testo riguardante proprio l’applicazione degli oli essenziali in dermatologia e in cosmetica.

La particolarità di questo approccio risiede nel fatto che gli oli non vengono necessariamente ingeriti ma inalati o applicati sulla pelle.

Ogni olio per la sua specificità curativa è un valido rimedio per apportare armonia e benessere alla persona. L’aromaterapia è una pratica curativa olistica perché può agire a livello fisico, mentale e spirituale.

 

Barbara Camilli