L’intestino e il cervello sono i due organi che più di altri trasformano la materia vivente in “energia disponibile”. Secondo i principi dell’alchimia sono organi intimamente col-legati. In che modo?


Ambedue hanno la stessa funzione: quella di ricavare energia dalle sostanze.  L’intestino estrae dagli alimenti l’energia e la cede al sangue e, di conseguenza, a tutto l’organismo. Il cervello a sua volta trasforma il sangue in processi intelligenti, in idee, pensieri….

Se da un lato l’intestino lavora per estrarre dagli alimenti l’essenza dei principi nutritivi, che poi riversa nel sangue, dall’altro il cervello esegue la stessa operazione nel sangue.

Dicembre, mese del solstizio, è il periodo in cui la luce raccolta dalla terra durante la stagione estiva viene esaltata e maturata negli alimenti che la stessa produce.

Gli alchimisti dedicavano molta attenzione, in questi periodo dell’anno, al cervello e all’intestino, per ottenere due effetti positivi: quello di rinvigorire l’energia mentale e dei visceri.

Ecco che semi e radici rappresentano gli alimenti principe che facilitano il cervello e l’intestino nell’estrarre l’energia. In particolare i semi nutrono soprattutto la massa cerebrale, mentre le radici sono un eccellente depurativo dell’intestino.

Assumere questi alimenti durante il mese di Dicembre significa:

RINGIOVANIRE:   
tutte le culture di ultracentenari sono grandi consumatrici di semi (girasole, mais, frumento, zucca…) e radici (scorzonera, topinambur…). Questo perché la blanda azione lassativa di semi e radici evita il ristagno di sostanze tossiche.

Nella medicina dei conventi era in uso la cura dell’intestino. Molti tra gli ordini religiosi erano soliti prescrivere per un certo periodo dell’anno a tutti gli abati del convento, dei momenti di purgazione, perché erano a conoscenza del fatto che molte malattie dipendevano dalle tossine assorbite dall’intestino. Ecco che a Dicembre, prima del solstizio invernale (il 21/12), era importante eseguire una blanda purgazione che poteva derivare dall’uso costante di radici.

Per la medicina antica “pulire l’intestino” vuol dire liberare il cervello dalle tossine, ma anche rinforzare il sistema immunitario. Ed anche per la medicina cinese tutti i virus ed i batteri trovano terreno fertile per alimentarsi proprio in un intestino sovraffaticato, indebolito dalle scorie e dominato da eccessi putrefattivi

PELLE LUCENTE:            
nel mese di dicembre la pelle risplende di tutta la lucentezza accumulata nel periodo primaverile ed estivo. La medicina ayurvedica, ad esempio, in questo periodo indica di usare preparati a base di metalli come l’oro, proprio per ridare lucentezza alla cute offuscata dal velo autunnale e invernale. Un altro rimedio utile è il germe di grano, che racchiude in sé tutta l’essenza delle “spighe d’oro”, simbolo di fertilità, prosperità e salute. In occasione del solstizio, ad esempio, è tradizione regalare tre spighe unite da un nastro color oro per augurare la nascita di un nuovo anno.

Un alimento che è oro, ed è alla portata di tutti in questo periodo, è l’arancia. Il suo color oro ha la capacità di allietare le giornate uggiose come un piccolo sole che risplende, ma nella tavola.

GIOIA DI VIVERE:            
nel mese di Dicembre, il mese più buio dell’anno, è facile cadere nell’alone del grigiore emotivo. Ma dentro di noi ci sono tante risorse che ci possono illuminare d’immenso. Una di queste è una piccola ghiandola chiamata epifisi. È una ghiandola che per la sua forma assomiglia ad un pinolo, è chiamata infatti pineale. Il paragone con il pinolo non riguarda solo l’aspetto: come la pigna agisce da scrigno per i suoi pinoli veicoli dove si concentra la luce, così l’epifisi, nascosta nel cervello, si carica di energia luminosa per il tramite di occhi e pelle per poi propagarla in tutto il corpo.

Epifisi e ipofisi derivano dal greco epì, cioè “su”, “in alto”, upò cioè “giù”, “in basso” e fusis “natura”.

Secondo gli antichi nel nostro cervello c’è una parte di natura più alta e spirituale (l’epifisi) che  si occupa di distribuire la luce, ed una più bassa e materiale (l’ipofisi) che si occupa di distribuire la materia. Grazie all’ipofisi attraverso gli ormoni vengono prodotte in ogni momento le sostanze che garantiscono la funzionalità di tutto il corpo.

L’epifisi regola il ciclo sonno-veglia e riequilibra i nostri cicli vitali. In Dicembre questa ghiandola raddoppia i suoi sforzi: data la scarsità di luce naturale, questa ghiandola deve diffondere nuova luce per riequilibrare i ritmi e i cicli interni. La depressione invernale in alcune persone, ad esempio, ha alla base proprio una reazione di carenza al sole.

Secondo la medicina spagirica è utile beneficiare di erbe e rimedi giusti nel mese di Dicembre, proprio per prevenire sbalzi d’umore o malesseri vari. L’olio essenziale di Fiori d’arancio è di grande aiuto nel riequilibrare il sistema neurovegetativo: agevola un senso di tranquillità, protegge l’apparato cardiocircolatorio e previene l’insorgenza di tachicardie e palpitazioni.

Come utilizzare l’olio essenziale di FIORI D’ARANCIO:  diluire tre gocce di olio essenziale di fiori d’arancio in un cucchiaino di olio di mandorle dolci e massaggiare per qualche minuto nella parte centrale dello sterno.

 

Barbara Camilli