Appartiene alla famiglia delle ombrellifere, e cresce nelle valli di montagna lungo ruscelli e luoghi umidi. Diffusa nell'Europa Orientale in Italia non si trova molto facilmente allo stato spontaneo.
L’angelica ha un’azione antispasmodica, calmante, carminativa, digestiva , tonica, espettorante ed antinfiammatoria. I sui estratti trovano impiego per calmare dolori mestruali e mal di testa.
Contiene derivati della cumarina, tannino, resine, acidi aromatici, sostanze amare e zuccherine. Il suo aroma è dovuto ad un derivato dell'acido pentadecenoico
Sull’intestino ha un’azione rilassante, facilita la digestione evitando la formazione di gas intestinali. Se assunta prima dei pasti stimola l’appetito. Assunta  contro le affezioni da raffreddamento scioglie e facilita l’emissione di catarro in quanto capace di scaldare il corpo.
La specie principale è l'Angelica archangelica (o Angelica officinalis) che non và confusa con l'Angelica silvestris (o Angelica selvatica) comune in Italia ma dalla quale differisce perchè molto meno profumata, più piccola sia come altezza che come dimensioni delle foglie che sono verdi uniforme

FIORITURA
Fiorisce in giugno e ad Agosto


USO IN CUCINA
L'Angelica viene utilizzata nella preparazione dei dolci e soprattutto dei liquori (amari a base di erbe) per le sue proprietà digestive.
Le foglie fresche di angelica possono essere usate per aromatizzare frutta cotta o pesce.
Il fusto, ripulito dalla parte esterna scura amara finemente tritato, in piccole quantità profuma marmellate e confetture.
I giovani rametti delle piante di angelica, privati della parte esterna scura amara, raccolti all'inizio dell'estate possono essere canditi e usati come decorazione dei dolci. Le foglie sono indicate per aromatizzare formaggi molli.
Dopo le bacche di ginepro, la radice di angelica è l'ingrediente principale del gin. Viene inoltre utilizzata per aromatizzare Cointreau e Vermouth.
Famoso è il liquore benedettino Chartreuse (verde o giallo a seconda che si desideri più o meno forte).
 

 
CURIOSITA' NELLA STORIA
L'angelica è classificata tra le erbe dolci e profumate per eccellenza tanto che i suoi fiori, molto ricchi di nettare, sono sempre circondati dalle api.
In passato l'angelica era conosciuta dagli antichi erboristi con in nome di "radice dello Spirito Santo" o "erba degli Angeli". Si credeva infatti che quest'erba fosse consacrata all'Arcangelo Michele che proteggeva dagli spiriti e dagli incantesimi.
Secondo gli erboristi del 1500 l'angelica era il più efficace rimedio contro la peste e si raccomandava di annusare la sua radice imbevuta di aceto per preservarsi dal contagio e la tradizione voleva che questo rimedio fosse stato suggerito da un angelo ad un frate. Veniva anche molto utilizzata contro i veleni.
Nei paesi nordici, nei periodi di carestia, le radici di angelica si macinavano e venivano aggiunte alla farina per fare il pane.
Ai tempi degli antichi romani le foglie di angelica venivano bruciate per profumare e purificare gli ambienti inoltre assieme al rosmarino, alla melissa ed all'alloro, venivano utilizzate per risciacquare il bucato: in una grossa pentola si facevano bollire queste erbe che poi si versavano nell'acqua della conca nella quale si immergeva il bucato per il risciacquo.
L'angelica in percentuale molto bassa viene utilizzata per dare aroma al tabacco da pipa inoltre le sue profumatissime foglie non dovrebbero mai mancare nei pot-pourri.


UN NOME MOLTO DIFFUSO
Il Nome Angelica deriva dal latino angelicus che significa “Angelico” degli angeli.
Usato dal Boiardo per la sua protagonista dell'Orlando Innamorato e ripreso poi da Ariosto per l'Orlando Furioso.
Angelica si innamora di Medoro, dipinto di Simone Peterzano



In seguito poi è entrato in uso comune ma questo solo dopo il XVIII secolo


UNA CANZONE
Angelica come nome lo ritroviamo anche nell'arte a partire dalla musica.
Ecco il testo

Angelica ci son momenti in cui le favole
ci danno forza per convivere
con ogni vita e le sue regole
ed è per questo che sono qui a raccontarti la storia
di un uomo che ha vissuto nelle sue poesie

Angelica ogni oggetto prende anima
ed ogni suono sembra musica
se ci sei tu con la tua immagine
Angelica sembra che tu sia di un'altra realtà
le tue radici su di un altro pianeta
ti rendono eterna e piena di vita
resta pure quanto vuoi tra le mie membra e nuda
ispirami dinnanzi alle tue virtù
Angelica il paradiso è qui se ci sei tu
a darmi quei momenti dove il tempo
si ferma e la realtà sembra un incanto
Ma Angelica le mie parole sono inutili
se già c'è il tuo odore a dirmi che
la tua presenza è un dono unico
perdendoci nei nostri occhi che riflettono la storia
di un passato che è remoto in noi
Angelica
ed è per questo che sono qui a raccontarti la storia
di un uomo che ha vissuto nelle sue poesie
Angelica ci son momenti in cui le favole
Ci danno forza per convivere con ogni vita le sue regole
Angelica


NEL CINEMA
Famosissimo il film Angelica  (Angélique, Marquise des Anges)



film del 1964 diretto da Bernard Borderie, tratto dal romanzo Angelica, la Marchesa degli Angeli.


INFUSO
1 cucchiaio raso di angelica radice, 1 tazza d’acqua
Versare la radice di angelica in acqua bollente, far bollire qualche minuti e spegnere il fuoco. Coprire e lasciar in infusione per 10 minuti. Filtrare l’infuso e berlo dopo i pasti per azione digestiva o al bisogno per le altre necessita’

OLIO PER MASSAGGI
10 gocce di olio essenziale di angelica, 250 ml di olio di mandorle dolci
Diluire le gocce di olio essenziale di angelica nell’olio di mandorle , agitare energicamente e frizionare il composto nelle parti doloranti del corpo per nevralgie dolori muscolari o reumatismi.


RICETTE

LIQUORE ALLA RADICE DI ANGELICA
Ingredienti:
20 g di radice di angelica, 5 g di stecca di cannella, 2 g di chiodi di garofano, 200 g di zucchero, 1 litro e mezzo di acquavite.
Sminuzzare la radice di angelica, la cannella, ed i chiodi di garofano metteli in un barattolo a chiusura ermetica ed aggiungere l’acquavite; lasciar macerare per 4 settimane in  luogo caldo e soleggiato , passate le 4 settimane sciogliete lo zucchero in poca acqua facendone uno sciroppo poi quando sara’ freddo unite al composto macerato del barattolo , mescolare bene ed il giorno dopo filtrare tutto imbottigliare e conservare in luogo fresco e buio.


a cura della dottoressa Barbara Camilli

in collaborazione con
Barbara Zanierato
Daniela Occhetta